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PUNTO, LINEA, SUPERFICIE: SPERIMENTARE LO SPAZIO

A Rovereto un workshop internazionale organizzato dal Centro Mente Cervello dell’Università di Trento
Intervista di Michela Malfatti a Liliana Albertazzi

Dal 19 al 22 febbraio 2012 si è tenuto a Rovereto il workshop “Science of Experiential and Qualitative Spaces”, promosso dal centro Mente Cervello (CIMeC) dell’Università di Trento, il cui punto focale è stata la discussione sullo sviluppo di una scienza dei fenomeni qualitativi nella percezione e nella mente. Ne abbiamo parlato con Liliana Albertazzi, principal investigator al CIMeC e professore associato presso la Facoltà di Scienze Cognitive dell’ateneo. La professoressa Albertazzi, insieme a Fulvio Domini (IIT, e Brown University), è stata l’organizzatrice dell’evento.

Professoressa Albertazzi, perché il CIMeC ha promosso una serie di workshops dedicati all’analisi degli spazi esperienziali e qualitativi? In che cosa consistono questi spazi?
Il CIMeC ha risposto all’esigenza da parte di diversi settori di ricerca di far luce su aspetti della percezione legati a fenomeni qualitativi. Al di fuori degli studi di percezione, sono settori di grande valenza applicativa come computer graphics, virtual reality, biotechnologies, embeddedrobotics e design. Si tratta di aspetti che usualmente rimangono al margine delle ricerche psicofisiche e neurofisiologiche, che hanno carattere eminentemente quantitativo.

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NARRATIVA E MUSICA: DUE COMPETIZIONI RIVOLTE AGLI STUDENTI

L’Opera universitaria promuove anche quest’anno i concorsi “L’Ateneo dei racconti” e “Suoni universitari”
di Clelia Calabrò

Anche quest’anno hanno preso il via “L’Ateneo dei racconti” e “Suoni universitari”, due competizioni promosse dall’Opera universitaria, ente per il diritto allo studio. L’iniziativa, che rientra nelle finalità del settore cultura dell’ente, vuole favorire l’accrescimento culturale e l’incontro fra studenti dell’ateneo trentino.

È questo un ambito che sta fortemente a cuore all’Opera universitaria. Infatti, anche il terzo polo di San Bartolameo, la cui apertura è prevista per l’anno prossimo, avrà al suo interno un teatro per favorire la partecipazione dei giovani alla vita culturale, grazie anche a eventi di questo tipo. 

Una spinta nella direzione delle parole e della comunicazione quindi, che vede protagonisti i giovani e le loro storie. In entrambi i concorsi verrà offerta la possibilità di confrontarsi con artisti di confermata professionalità nel settore, sia musicale che letterario, per dare sostegno agli artisti emergenti.

Ma vediamo nel dettaglio in cosa consistono queste due competizioni.

Il concorso “Suoni universitari” si ripropone nella sua ottava edizione. Gli artisti ammessi al concorso saranno selezionati in 5 serate che si svolgeranno nel mese di maggio. Per questo concorso è prevista la partecipazione di almeno uno studente per gruppo musicale. Gli organizzatori hanno voluto sottolineare l’intenzionalità della scelta, proprio per far sì che la diffusione di un messaggio di cultura e partecipazione si amplifichi raggiungendo i giovani, non solo studenti. I vincitori del concorso potranno esibirsi sul palco in occasione di “Università estate 2012” e inoltre, novità di quest’anno, potranno essere seguiti da un professionista che potrà dare indicazioni di perfezionamento per una carriera di successo.

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ENNIO DI FRANCESCO, UN COMMISSARIO SCOMODO

Un incontro alla Facoltà di Giurisprudenza sul tema della democratizzazione delle forze di polizia
di Alberto Mattei e Gracy Pelacani

Il 1° dicembre 2011 si è svolto il primo incontro della terza edizione del ciclo “Percorsi di memoria e diritto” che ha ospitato, nel foyer della Facoltà di Giurisprudenza, Ennio Di Francesco. L’incontro ha trattato il tema della democratizzazione delle forze di polizia e del rapporto tra questo difficile frangente e la ricostruzione di alcuni dei più discussi e drammatici momenti della storia repubblicana.

Già ufficiale dei carabinieri nella città di Genova, Di Francesco ha svolto la propria attività in lungo e in largo per tutto il Paese, percorrendo così una lunga carriera: ha diretto un plotone antiterrorismo in Alto Adige e un reparto operativo a Siracusa; è stato poi comandante della Compagnia speciale antimafia a Catanzaro e funzionario di polizia a Bologna; capo della sezione narcotici e omicidi a Genova e Roma; infine, ha diretto la sezione investigativa antidroga alla Criminalpol Nazionale e l’unità italiana dell’Europol.

Tutta questa esperienza è oggi racchiusa in una sua opera, scritta pochi anni fa, “Un commissario scomodo” (Sandro Teti Editore, Roma 2009): una testimonianza civile, ma anche professionale e umana, densa di riferimenti ideali, di fatti concreti e di un costante e instancabile impegno. Si tratta di una dimostrazione vivente di come la memoria sulla storia istituzionale italiana non possa rinunciare all’apporto diretto dei funzionari pubblici che hanno onorato l’amministrazione negli snodi più delicati di quell’evoluzione.

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NUOVE TECNOLOGIE PER LA COMUNICAZIONE

L’Università di Trento ospita la conferenza europea sulle reti di sensori wireless
di Gian Pietro Picco

I progressi tecnologici nella miniaturizzazione dei circuiti integrati oggi ci consentono di costruire “mini-computer” di dimensioni ridottissime, grandi quanto una moneta o poco più. Questi dispositivi, tipicamente alimentati a batteria, sono tuttavia in grado di svolgere sofisticate elaborazioni a bordo, scambiarsi informazioni mediante comunicazioni radio (analoghe al WiFi dei computer portatili) e perfino interagire con l’ambiente mediante sensori e attuatori. 

Da oltre dieci anni l’uso di questi dispositivi, organizzati nelle cosiddette “reti di sensori wireless” (wireless sensor networks, WSN), costituisce uno dei temi di maggior interesse nell’ambito delle tecnologie dell’informazione. Grazie all’assenza di cavi di alimentazione e comunicazione, questa tecnologia all’avanguardia consente di installare un sistema di monitoraggio con numerosi punti di misura in maniera semplice e flessibile, mantenendo i costi contenuti. 

La maggiore flessibilità delle soluzioni basate su WSN, tuttavia, introduce una maggiore complessità nella progettazione, ad esempio per garantire l’affidabilità delle trasmissioni e una sufficiente autonomia del sistema, nei casi comuni in cui viene alimentato a batteria.

Dal 15 al 17 febbraio 2012, oltre 130 ricercatori dall’accademia e dall’industria hanno partecipato alla nona conferenza europea sul tema delle reti di sensori wireless (9th European Conference on Wireless Sensor Networks, EWSN 2012), svoltasi a Trento nell’aula magna del Polo scientifico e tecnologico “Ferrari”.  Il convegno, organizzato quest’anno dal professor Gian Pietro Picco del Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione (DISI) dell’Università di Trento, è l’evento di riferimento in Europa e uno dei più importanti in ambito internazionale.

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LINCIAGGI IN GEORGIA 1875-1930

Lo studio e l’analisi di una delle pagine più buie della storia americana
di Roberto Franzosi

Tra il 1875 e il 1930, 462 persone sono state linciate in Georgia, nel profondo Sud degli Stati Uniti (436 neri; 13 donne, tutte nere). Nel seminario, tenuto il 15 dicembre 2011 presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento intitolato “Giorni di passione: linciaggi in Georgia, USA (1875-1930)”, il professor Roberto Franzosi della Emory University (Atlanta, Georgia) ha illustrato i primi risultati di questo suo nuovo progetto di ricerca.

Il progetto si basa su dati raccolti da più di 1300 articoli presi da 214 diversi giornali dell’epoca. Per la raccolta dati è stato utilizzato un approccio all’analisi dei testi da lui sviluppato, basato su una grammatica del racconto computerizzata (vale a dire, dalla semplice struttura linguistica Soggetto-Verbo-Oggetto e relativi modificatori organizzati all’interno di un database relazionale).

In narrativa, Soggetto e Oggetto sono tipicamente attori sociali e il Verbo azioni. I modificatori degli attori possono essere nome e cognome, età, sesso, residenza, professione, organizzazioni di appartenenza. Quelli delle azioni sono tempo e spazio, ragioni e strumenti, risultati.

La codifica del circa 1.300 articoli di giornali sul linciaggio, all’interno di questa griglia di raccolta delle informazioni disponibili, ha portato a circa 7.000 frasi. L’analisi dei dati così raccolti, basate su grafici temporali, grafici a rete e carte geografiche GIS (Geographic Information System) mostra i punti di seguito elencati.

Il numero dei linciaggi fu in continua ascesa nel periodo successivo alla guerra di secessione fino al picco della fine del XIX secolo, si mantiene a livelli elevati fino al 1920 per poi quasi scomparire dopo il 1930.

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SCUOLA AFRICANA DI RAGGI X A DAKAR

Terza edizione dell’iniziativa nata dalla collaborazione Trento-Dakar e destinata a dottorandi e post-doc
di Paolo Fornasini

La terza edizione dell’African School and Workshop on X-rays in Materials si è svolta a Dakar (Senegal), presso l’Università Cheikh Anta Diop (UCAD), dal 23 al 28 gennaio 2012. 

Trenta ore di lezione in lingua inglese, tenute da docenti di varie nazionalità, hanno consentito di coprire un insieme articolato di argomenti riguardanti le principali tecniche a raggi X per lo studio dei materiali. Un primo ciclo di lezioni introduttive è stato dedicato agli elementi di base della cristallografia, ai diversi meccanismi di produzione dei raggi X, alla descrizione formale dell’interazione dei raggi X con la materia e ai materiali non cristallini. L’attenzione si è quindi focalizzata sulla diffrazione a raggi X, con lezioni in aula dedicate agli aspetti teorici e con sessioni pratiche di misura e di analisi dati nel laboratorio, dotato dal 2007 di un diffrattometro per polveri Panalytical. La Scuola si è conclusa con un ciclo di lezioni dedicate alla spettroscopia EXAFS e alle applicazioni dei raggi X alla Scienza dei materiali, con specifici riferimenti alle problematiche tecnologiche e ambientali dell’Africa centro-occidentale. 

La Scuola è stata frequentata da 30 dottorandi e post-doc provenienti, oltre che dal Senegal, da Nigeria, Togo, Ghana, Cameroon, Kenia e Sudan. 

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L’EREDITÀ DI SOCRATE

Un convegno internazionale fa il punto sugli studi dedicati alla figura del filosofo e alla letteratura socratica
di Fulvia de Luise

“Con oggi si riapre la questione socratica”: così Michel Narcy, nella tavola rotonda che ha concluso il convegno “Socratica III”, che si è tenuto a Trento dal 23 al 25 febbraio scorsi, ha voluto suggellare il risultato scientifico più rilevante della vetrina di studi offerta dall’evento.

Per chi ha vissuto le intense giornate della conferenza trentina, si è trattato di una vera maratona sulle tracce degli antichi logoi, che ha percorso e scandagliato molti angoli bui del contesto in cui la letteratura socratica è nata, generando molte potenti immagini di filosofia in azione, legate al nome di Socrate. Ogni lettore di filosofia sa che quel nome racchiude per noi il rebus di un’identità intellettuale a dir poco sfuggente, che molti e diversi Socrate ci parlano, come in un labirinto di specchi, dai dialoghi di Platone e di Senofonte, dagli scritti perduti di Antistene, Aristippo, Euclide, Eschine e Fedone. Tra gli studiosi lo scetticismo impera da decenni: da Olof Gigon a Louis-André Dorion ha viaggiato efficacemente l’avvertenza sul carattere eminentemente rappresentativo della figura socratica, così variamente declinata dai suoi interpreti da costituire uno schermo invalicabile rispetto alla residuale verità delle testimonianze. Così, avanzare ipotesi sul Socrate storico è parsa pratica contraria alla cautela scientifica, una causa persa sul piano della ricerca. 

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CONFLITTI, PACE E ISTITUZIONI

Il ruolo di agenzie, governi, ONG e società civile nelle crisi internazionali
di Roberto Belloni e Mauro Cereghini

“Conflitto, pace, costruzione dello Stato e istituzioni locali” è il titolo di un convegno nazionale sul ruolo che agenzie internazionali, governi, ONG (organizzazioni non governative) e società civile svolgono nelle crisi internazionali. Organizzato dalla Scuola di Studi internazionali dell'Università di Trento e dal Centro per la Formazione alla Solidarietà internazionale di Trento, si è svolto l'1 e 2 marzo scorsi presso la Facoltà di Economia.

Sedici i relatori selezionati tramite una call for papers, cui hanno aderito oltre quaranta tra ricercatori di università italiane e cooperanti impegnati in diversi contesti di conflitto o ricostruzione post-bellica. Un centinaio i partecipanti iscritti al convegno.

Prima delle relazioni una sessione ha introdotto il dibattito internazionale sui temi del peacebuilding e dello state building. Ospiti tra gli altri Stephan Massing, responsabile per l'OCSE (Organizzazione per la coodel gruppo di lavoro su conflitti e Stati fragili, e Thania Paffenholz, ricercatrice dell'Istituto di Studi internazionali e dello Sviluppo di Ginevra. In conclusione invece una tavola rotonda con il professor Filippo Andreatta, responsabile per la Fondazione Bruno Kessler (FBK) del nascente Centro ricerche sui temi della guerra, della pace e del mutamento internazionale, Michele Nardelli presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani e Massimo De Marchi dell’Università di Padova.

Il convegno ha inteso aprire la riflessione, poco diffusa a livello accademico italiano, sugli interventi internazionali in contesti di guerra e violenza diffusa, ponendo attenzione particolare al ruolo delle istituzioni locali. Altro obiettivo era aprire un canale di comunicazione tra mondo della ricerca e operatori sul campo, favorendo il confronto reciproco con un approccio interdisciplinare. 

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L’ALLEGORIA NELLA CULTURA ANTICA

La personificazione di animali, concetti e oggetti dall’iconografia, alla letteratura fino ai moderni cartoons
di Gabriella Moretti

La predisposizione della nostra mente alla personificazione sembra essere, come ci insegnano oggi le scienze cognitive, un’inclinazione congenita ad individuare entità animate presente in modo, per così dire, ridondante nel funzionamento del cervello tanto animale quanto umano. Questa forma di ridondanza fa sì che, quando ci guardiamo intorno, vediamo tendenzialmente, nel mondo che ci circonda, muoversi come per incanto e per magia un universo tutto virtualmente animato e umanizzato. Ci accade insomma, senza bisogno di incantesimi di sorta, un po’ quello che accadeva a Lucio, il protagonista delle “Metamorfosi” apuleiane, nello straordinario paragrafo iniziale del secondo libro dell’opera, quando parla delle sue percezioni, influenzate dalla passione per le novelle di magia, nel visitare Ipata, la capitale della Tessaglia, proverbiale terra di maghe.

“E non c’era niente che io vedessi in quella città, che mi sembrasse essere ciò che in effetti era: mi pareva invece che tutte le cose, ma proprio tutte, fossero state mutate in un’altra forma da un qualche incantesimo, e perciò, ad esempio, che i sassi in cui inciampavo fossero degli uomini trasformati in pietre, e che gli uccelli che sentivo cinguettare fossero uomini che allo stesso modo si fossero ricoperti di penne, e gli alberi che circondavano il pomerio fossero, ugualmente, uomini che avessero messo le foglie, e che le acque delle fontane scaturissero in realtà da corpi di uomini”.

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DOTTORATO DI RICERCA IN FISICA

Il workshop organizzato dai dottorandi ospita l’ex alunno Stefano Gandolfi ricercatore al National Laboratory di Los Alamos
di Stefano Giorgini

Il 29 febbraio 2012 ha segnato un appuntamento divenuto ormai tradizionale per la scuola di dottorato in Fisica dell’Università di Trento. Si è svolta infatti la quarta edizione del workshop scientifico degli studenti e, in concomitanza, l’apertura dell’anno accademico della scuola. Alle attività della giornata hanno preso parte più di quaranta studenti, distribuiti sui tre anni di durata del ciclo di dottorato, oltre a docenti membri del Dipartimento di Fisica e, novità per quest’anno, anche una nutrita rappresentanza di studenti della laurea magistrale, per i quali le lezioni sono state sospese appositamente per consentire la loro partecipazione.

L’evento ha una connotazione particolare in quanto, a partire dalla sua prima ideazione quattro anni fa, l’organizzazione e la realizzazione di questa così come delle precedenti edizioni è completamente nelle mani degli studenti che ne curano sia gli aspetti logistici che scientifici. Questo coinvolgimento diretto rende l’iniziativa particolarmente cara agli studenti che la avvertono come cosa propria, un momento tutto loro in cui confrontarsi e riconoscersi come comunità. A salvaguardia del carattere “bottom-up” dell’iniziativa, la direzione della scuola volutamente mantiene un ruolo non invasivo di sola supervisione e supporto, lasciando agli studenti grande libertà nella definizione del formato del workshop e nella stesura del programma scientifico.

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