OltreTrento Archive

Fallimento e bancarotta

Si configura il reato di bancarotta per distrazione in caso di prelievo continuato fatto dalle socie, mogli degli amministratori, per conto di questi ultimi. Nel caso invece di somme prelevate dagli amministratori a titolo di compenso, secondo la più recente giurisprudenza, va escluso trattarsi di ipotesi di bancarotta per distrazione, dovendosi configurare il delitto di bancarotta preferenziale. Tiene a precisare la S.C. che “che sul punto vi è stato, e ancora perdura, un contrasto di giurisprudenza di legittimità perché sono rinvenibili decisioni che hanno ritenuto sussistere in fattispecie come quella in oggetto il delitto di bancarotta per distrazione perché, comunque, si configurerebbe un vantaggio patrimoniale dell’amministratore … ed altre che, invece, hanno escluso che fosse configurabile tale delitto ed hanno ritenuto, nella maggior parte dei casi, sussistere quello di bancarotta preferenziale… Tuttavia nel caso di specie non ricorre la problematica evocata non solo perché non risulta che i compensi siano stati determinati ed autorizzati dagli organi sociali e perché i prelievi sono stati effettuati quando la società versava già in stato di insolvenza (ma anche su tali punti vi è contrasto nella giurisprudenza di legittimità), ma, principalmente, perché i giudici di merito hanno escluso, con motivazione del tutto ragionevole, che le somme prelevate potessero essere considerate compensi per l’attività prestata dagli amministratori a favore della società“.

Cassazione penale, sent. n. 40324 dd. 08 novembre 2011

Per maggiori informazioni, consulta il sito della Suprema Corte di Cassazione.

Responsabilità extracontrattuale, colpa del danneggiato

“Ai fini dell’art. 1227, comma1 c.c., sussiste il comportamento omissivo colposo del danneggiato ogni qual volta tale inerzia contraria a diligenza, a prescindere dalla violazione di un obbligo giuridico di attivarsi, abbia concorso a produrre l’evento lesivo in suo danno (nella specie, avente ad oggetto la domanda di risarcimento danni avanzata da una ditta di costruzioni in seguito all’allagamento di un cantiere dovuto allo straripamento di un canale scolmatore di proprietà del Comune, che presentava difetti di costruzione dell’argine del canale ed omessa manutenzione, la Corte ha escluso la sussistenza di un comportamento colposo dell’attrice, per avere questa omesso di alzare l’argine del canale scolmatore con una struttura in cemento armato alta cm. 110; a detta della Corte, infatti, tale condotta non era esigibile nei confronti dell’attrice, poiché l’avrebbe esposta al rischio di incorrere in un illecito civile per violazione del diritto di proprietà pubblica ed un illecito penale per la realizzazione di manufatti non previsti dalla concessione)“.

Cassazione Civile, Sezioni Unite n. 24406 dd. 21 novembre 2011

Per maggiori informazioni, consulta il sito della Suprema Corte di Cassazione.

La verità non si piega

Ci mancava solo l’accesissima difesa di Berlusconi da parte di Giuliano Ferrara a completare un quadro già di per sé sufficientemente drammatico. Quel Giuliano Ferrara, ricordiamolo per i meno attenti, zompato (rumorosamente, suppongo) dal partito Comunista a Forza Italia e riuscito ieri a scagliarsi contro il “neopuritaresimo” dopo che mesi fa si era battuto per l’abolizione dell’aborto. Un fulgido esempio di coerenza intellettuale e politica.

Più passa il tempo più l’Italia sembra sprofondata in un film dei fratelli Vanzina, con tutti gli ingredienti del caso. Politici con le panze, mignottoni nascosti negli armadi, tradimenti, equivoci, giochi a tre, battute da caserma, nani da avanspettacolo e gente col riporto. La situazione è da mani nei capelli, da una parte i colpevolisti e dall’altra chi invece vede spettri ovunque ed, allineandosi perfettamente al pensiero unico partorito e diffuso dal presidente Berlusconi, è convinto di una gigantesca congiura ordita ai danni del Premier. In quest’ottica, ogni elemento raccolto a discapito del Presidente è smontabile senza alcuno sforzo intellettuale: “è falso, è stato creato ad arte, è un complotto!”. Tanto si è entrati nella parte dei perseguitati che ci si è spinti sino all’attacco preventivo. I legali di Berlusconi, Ghedini in primis, hanno dichiarato nei giorni scorsi che le foto delle feste del Premier non ci sono ed, anche se ci fossero, sarebbero dei fotomontaggi. Deve essere favoloso riuscire a smascherare i fotomontaggi prima ancora di vederli, è una dote che in pochi hanno.

D’altro canto, esprimere concetti intelligenti e credibili non sembra essere la preoccupazione maggiore né di Berlusconi, né dei suoi leccapiedi, né degli altri protagonisti coinvolti negli scandali di questi ultimi giorni. “Ho telefonato in questura chiedendo la liberazione di Ruby perchè mi piace aiutare la gente che ha bisogno” (S. Berlusconi). “Gli sms partiti dal mio cellulare non li ho mandati io, mi hanno rubato il telefono in taxi a Milano ed hanno scritto al Presidente, a Paolo Berlusconi ed a tutti gli altri” (S. Tommasi). Tanto di cappello a chi ancora sostiene il presidente e, di fronte a queste evidenti bugie offensive per l’intelligenza di chi ascolta, le fa proprie, ci crede e le ripete. Non riuscirei a cadere tanto in basso, per una questione di dignità personale. E questa è una considerazione amara e drammatica, che prescinde dalla posizione politica.

Poi ci sono quelli che hanno studiato diritto al Burger King e contestano l’esistenza del reato di concussione perchè non vi è stata incriminazione del concusso, oppure che assolvono Berlusconi dal reato di favoreggiamento della prostituzione minorile perchè Ruby ha detto che è tutto a posto. Credo che il nostro Paese stia camminando pericolosamente sull’orlo di un burrone e che vi sia tanto di più in gioco rispetto alla tenuta di un governo. La difesa della dignità non è una manifestazione di “neopuritaresimo”. E’, al contrario, la difesa dei valori che dovrebbero cementare le fondamenta di questo Paese, quali il sacrificio, il rispetto per gli altri, il lavoro, la famiglia, la cultura e la dignità. Noto non più soltanto una già di per sé preoccupante indifferenza verso i ridicoli drammi italiani, quanto piuttosto una masochistica approvazione nei confronti di un uomo che piace proprio per i suoi vizi e le sue bassezze. Ormai è talmente diffuso il pensiero del “ma dai, chi non lo avrebbe fatto” o del “così fan tutti” che ogni cosa diventa giustificata, comprensibile, perdonabile con un buffetto sulla guancia. L’elettore di centro-destra rimasto al fianco del Premier non solo lo giustifica, ma parteggia per lui e lo sostiene proprio in quanto furbo, uomo arrivato ad ogni costo. Tipica debolezza di noi italiani, di una stupidità esemplare.

Chi ancora difende tutto questo non capisce che non avrà alcun vantaggio, che il risultato ultimo di tutto quel che sta accadendo è la vittoria di un sistema malato e distorto nel quale viene premiato chi ruba e si fa scopare per ottenerne un vantaggio, chi mente e crea attorno a sé una rete di compari, amichetti e parenti. Rete nella quale ovviamente per tutti noi non c’è spazio. E’ il trionfo del potere (in senso negativo, basato sulla sola autorità arbitraria e non sull’autorevolezza di pensiero e di comportamento), la negazione stessa della meritocrazia e della democrazia, oltre che il definitivo annullamento dei meccanismi che tutelano tutti noi. Non è normale che un Presidente del Consiglio commetta un abuso di potere per far rilasciare una persona dalla questura, non è normale che menta per coprire questo fatto, non è normale che paghi delle minorenni per fare sesso. E soprattutto non è normale essersi ritrovati in un Paese nel quale al merito siano stati sostituiti valori quali la capacità di fare petting e farsi scopare da un gruppo di vecchi.

Mi auguro con tutto il cuore che chi sta difendendo questa situazione si trovi, direttamente o indirettamente, a doverci fare drammaticamente i conti. Ciò rappresenterebbe una semplice e tardiva presa di coscienza del fatto che, come già sottolineato, non c’è alcun vantaggio per chi è escluso da questo grumo di potere e, statene pur certi, non potrà entrare a farvi parte. Al massimo potrà trovarsi con una figlia, abbagliata dal miraggio della tv, drogata e scopata in gruppo da settantenni senza denti e capelli. Ma io sono sicuro che non ve la prenderete e potrete guardarla negli occhi e spiegarle con la coscienza pulita che fanno tutti così e che, in fondo, chi non lo avrebbe fatto?

Riflessioni di fine anno

orologio_da_taschino

Fine anno, tempo di bilanci … e di progetti.

E allora si comincia a pensare, ci si perde nei meandri dei ricordi più belli, tornano alla mente situazioni
curiose, piccole cose che sembrano normali , ma che poi nel tempo rivelano la loro importanza..

Già, perché a volte non riusciamo a cogliere la vera essenza di ciò che accade, siamo alla costante ricerca
di nuovi stimoli, vogliamo scappare dalla realtà che sentiamo troppo stretta, convinti che ci siano luoghi
lontani più adatti a noi, che riuscirebbero a valorizzare ciò che siamo…

E non ci rendiamo conto che in realtà il problema è dentro di noi, troppo spesso vittime di schemi e
restrizioni che ci autoimponiamo .

Rimaniamo ancorati al passato, rilegati nella paura di commettere gli stessi errori, di lasciarci andare
ancora, di mostrare il nostro volto ad un mondo che ci ha abituato a fingere..

Invece è tutto così semplice, basta solo avere il coraggio di seguire se stessi, di fare ciò che realmente
vogliamo..

E allora per il prossimo anno fissiamoci come obiettivi quelli che abbiamo sempre voluto ma che non
abbiamo mai provato a realizzare, perché ci sembravano troppo assurdi, lontani, irraggiungibili:

scrivere un libro, imparare a suonare, girare l’Europa, esplorare nuovi mondi, innamorarsi..

e magari ritornare ad apprezzare ciò che siamo, per circondarci sul serio di ciò che meritiamo!

I non morti!

zombie

Il punto è che, tutto sommato, mi sarebbe dispiaciuto. Mi sarebbe dispiaciuto chiudere OltreTrento, perché sono anni che esiste. E poi perché per il passaggio da blog a sito ho dovuto faticare non poco, da totale ignorante della programmazione web quale ero. Eppure qui, ed ancor prima dal vecchio blog ormai chiuso, ci abbiamo passato dal gran tempo. Ripeto, mi sarebbe dispiaciuto.
La storia di OltreTrento nella sua nuova veste digitale, invece, sembrava finita ancor prima di iniziare. Dopo aver tanto patito per mettere in linea il sito, infatti, tutto si era bloccato. I motivi sono molteplici. Poco tempo da dedicare, motivazioni che in tutta franchezza sono un po’ venute a mancare. L’ascesa di Facebook ha fatto il resto, monopolizzando praticamente tutti i canali di comunicazione breve sul web (inclusi i nostri).
Tutto giusto, tutto vero. Ma sono un sentimentale, e semplicemente non voglio che questo sito chiuda. Mi concedo e ci concedo un altro tentativo di ripresa, sperando che stavolta abbia più fortuna e tentando, soprattutto, di non smarrire io per primo il giusto entusiasmo. Senza costruire castelli in aria, senza troppe pretese. Siamo un puntino minuscolo ma già fare alcune piccole cose decentemente è una soddisfazione, che non voglio perdere. Bentrovati.

Quando le cose sembrano finite…

arabafenice

… a volte non lo sono.

OLTRETRENTO!

A Paname: promenade polaire

Nel lusso sfrenato dei miei 32 metri quadri nel Decimo (arrondissement di Parigi) fatico non poco a vincere l’inerzia con cui il comodo tepore del piumone (in finte piume) mi calamita al letto. Gelido sabato di inizio Gennaio. L’artico si e` esteso “all’intero emisfero nord”, recitavano ieri le news,  e la Francia non fa eccezione: neve. Soprattutto al sud (!) (che per un italiano suona un po strano). Tiro la tenda: la neve cade in sottilissimi fiocchi asciutti. in strada appena un sottile strato (nulla rispetto alle nevicate trentine dell’anno passato, sigh).

Alla seconda tazzina di caffè mi ricordo che devo sentire Laura, una compaesana  che a Parigi vive da una quindicina d’anni. Mi dice che e` in libreria, da Lipsy, nel quinto, (cioè sulla “rive gauche”, il lato fico della Senna) e mi invita a passare a salutarla. Fuori il freddo punge, entra nei vestiti. L’addestratore di “soldato Palla di Lardo” farebbe a pezzi il mio ego se mi vedesse, ma il gelo mi induce una camminata che, nel mio immaginario idiota, mi fa pensare ad un passo militare. Con la mandibola di marmo mi infilo felice giù per le scale della stazione metro Jaques Bonsergent (il sergente di soldato Palla di Lardo?) in Boulevard de Magenta (fratelli d’Italia, l’Italia s’e` desta): ”negl’inferi l’aria condizionata la spegneranno”. Ciccia, la mandibola rimane granitica.

La linea 5 della metro, direzione sud, conduce a Place d’Italie (!), e  per trasbordare anime dalla rive droit alla rive gauche si dissottera srotolando un ponte metallico (tra il Quai de la Rape`, droit, e la Gare d’Austerlitz, gauche) che regala un rapido scorcio del fiume e  dei parigini che si rincorrono sui Quais come su una pista Polistil. Da Austerlitz si cambia sulla M10 e dopo un paio di fermate scendo a Maubert-Mutualite` (l’origine dei nomi di alcune stazioni metro di Parigi merita approfondimenti), a due passi dalla Sorbonne. Hanno riacceso il condizionatore. La siamo nel quinto, quartierino a modo. E si vede. L’alta qualità` dell’offerta commerciale riempe gli occhi. E il naso (vedi negozio di formaggi). I negozi di alimentari sono completamente aperti sulla strada (niente porte, niente vetrine), e i bottegai si muovono agili tra i clienti intabarrati: per loro la tramontana non esiste.

La libreria Lipsy e` a 10min di cammino lungo la Rue Monge, una traversa di Boulevard St. Germain. Posticino intéressante la libreria. Negozio  medio-piccolo, atmosfera accogliente, legno, sa di vecchio. Qui si tratta un solo genere: la psiche (psicologia, psicanalisi, psichiatria..).Mentre Laura serve qualche cliente (paziente?),  l’occhio vaga tra gli scaffali, che sono ordinati per generi, tra i quali: ”la morte”, “il male”, “il sesso”. L’opera intera di Freud occupa due ripiani interi. Quella di Jung circa anche. Tra un cliente e l’altro Laura mi dice che la libreria e` frequentata da pazzi (veri). Simpatica. Mentre aspetto l’ora di chiusura faccio un salto dal giornalaio per prendere Pariscope, un giornalino in carta riciclata, formato “guida TV”, ma dal contenuto appena più interessante. La trovi tutto lo scibile sull’offerta “culturel” Parigina: teatro, musica, cinema (maronuzzera quanti), arte, ristoranti, spettacoli per bambini (!) e al fondo una sezione chiamata Paris la Nuit con info su clubs per peccatori di ogni tipo. Laura (che abita nel dodicesimo, cioè sulla riva destra) propone una passeggiatina di rientro. ”Sticazzi, fuori si gela”. Ma lei sdrammatizza: “vorra dire che cammineremo  veloce allora” (Palla di Lardo, ATTENTI !!). et voila`, off we go. Per un passaggio che costeggia la chiesa di St. Nicolas du Chardonnet (beatificato per vinificazioni eccelse) ci ricongiungiamo al Boulevard St. Germain al fondo del quale attraversiamo la Senna riportandoci sul lato “falso” (a destra sta il FALSO, a sinistra sta il VERO,  P.G. Odifreddi docet, vedi corso di Logica Matematica, Università di Torino, seconda meta anni 90) attraverso l’isola di St. Loius dalla quale, guardando (orograficamente) in giù  si vede il retro di Notre Dame, contornata da luci arancioni sulla Ile de Cite.

Sul marciapiede di Pont de Sully, verso l’isola St. Louis,  a malapena evito una delle tante donazioni che la razza canina lascia alla Municipalite` e  le dimensioni della quale mi fanno sovvenire le seguenti considerazioni: o Julius (il mastodontico quadrupede di casa Malaussene), in preda ad attacco epilettico, ha ivi lasciato un segnale del suo sconfinamento da Belleville. Oppure, che io sia dannato, devo dubitare della natura quadrupede della specie di provenienza? (certo che ardimento, liberarsi di un “molosso” del genere in pieno ponte non e` da molti).

Evitatata la trappola di dubbia origine, la confabula riparte spedita (abbiamo una ventina d’anni di arretrati da smaltire) insieme alla facalta.  Errando tra le vetrine dei cafe e ristoranti che oltrepassiamo, il mio occhio si placa quando incrocia un angelo dorato che spicca sulla cima di un obelisco in lontananza: e` la Colonne de Julliet, al centro di piazza della Bastiglia. In un attimo siamo li, nel tempio della rivolta sociale che fu, e che e` (scioperi e i cortei di protesta dei francesi transitano ancora oggi tutti di qua). Sull’altro lato della piazza un edificio imponente, vetro, metallo,  mi provoca un brivido addominale (ma che ci fa qui questo coso?). L’Opera de la Bastille, il testimone  del passaggio di  Mitterand all’Eliseo.  Camminando il freddo si e` placato (saggia Laura), così mentre ci salutiamo chiedo lumi per proseguire a piedi il rientro alla base. Facile facile, dalla Bastiglia basta imboccare Boulevard Beaumarchais e di li, dritto per dritto, fino a Place de La Republique (home sweet home).

Il marciapiedi del Boulevard Beaumarchais e` bello ampio. Tre/quattro garcons si muovono trafelati tra bancherelle ricoperte di ostriche, granchi e aragoste, all’angolo con la Rue de pas de la Mule. Uno apre i gusci dei molluschi riponendoli in bell’ordine sui vassoi che gli altri portano via pieni e ritornano vuoti. Sulla tenda che fa da tetto alle bancarelle si legge  “Restaurant de Poissons” anche se  l’esercizio piu che un ristorante fa pensare ad una bottega. In realta e` proprio un ristorante ma il “fresco di mare” da servire ai tavoli si prepara in strada (a questo punto sono persuaso: a parigi il marketing e` a “cielo aperto”).

Dalle prelibatezze marine dopo pochi passi si  cambia completamente genere sul Boulevard Beaumarchais, con una serie di negozi di moto “ricercate”. In sequenza, tra quelli che ricordo, un negozio Harley, uno Triumph e uno Buell (il top brand della motociclista di classe), quest’ultimo affollato da manipolo di bikers in abiti adeguati (tuta, protezioni) e che con le estensioni  bicicliche del loro ego occupano l’intero marciapiede. Poco oltre un altro popoloso crocchio riempie il marciapiede, di fronte a due vetrine illuminate e dalle quali si distingue un forte rock sound. Avvicino il naso alla porta per capire che succede e un security-guy  mi spalanca l’entrata. It’s party time. Entro. Trattasi di negozio di abbigliamento pop, anche se piu che dai vestiti lo spazio espositivo e` occupato al momento da scatoloni (sui quali poggiano cartoni di vino e pacchetti di salatini) e gente trendy festante. L’ambiente, anziche ad una boutique, fa pensare ad un magazzino che qualcuno  ha iniziato a ristrutturare, ma che per mancanza di fondi, non e` riuscito a terminare. Eppure c’e`  un che di voluto nello stile, una trasandatezza molto “cool”. Colonne  semi-intonacate, lampadine che spiovono  libere da un soffitto in cui l’armatura arruginita del cemento fa capolino qua e la. Il “sound” proviene da una delle “navate” delimitate dalle colonne in cui lo spazio e` diviso. Un trio: panterona nera alla voce e basso, stralunato chitarrista con capello lungo (ma rado) su look da college boy camicia/gilet, e batterista fighetto. Il suono subito sembra fastidiosamente drammatico, ma mentre mi servo due salatini e mi do uno sguardo in giro mi accorgo che funziona. Mi tiene li.  Ce` un bel po di PJ Harvey nel sound, ma con una voce (nera) piu calda e la chitarra che disegna trame molto piu elaborate di quelle della melanconica musa d’oltremanica. Alla fine scopro che quello a cui ho assistito e` il concerto dei Terranovacain (band parigina di rock alternativo, album d’esordio in uscita il 1/3/10: da tenere d’occhio)  per l’inaugurazione di una boutique della catena Xuly_Bët (http://en.wikipedia.org/wiki/Xuly_Bët) un fashion designer che dal Mali ha trovato casa qui (vedi Terranovacain su FB e Myspace).

Per oggi la giornata e` fatta. Mi riavvio verso Republique e da qui in 5 minuti sono sul Canal St. Martin. Le impronte triforcute di piccioni e gabbiani formano mosaici astratti sul sottile strato bianco  che ricopre l’acqua gelata. Tre clochard seduti su un divano in un antro del palazzo postale mi salutano e mi chiedono una sigaretta  (sono gli stessi di ieri. e di ieri l’altro). Giro l’angolo, il piumione in finte-piume chiama.  Bonne nuit, Paris.

Profondi pensieri

Sono in attesa del derby Roma - Lazio, alle 20 e 45 in diretta su Sky, Mediaset Premium e sui siti internet cinesi che trasmettono in streaming. Non è che sia stato in attesa da luglio (data dell’ultimo intervento su OltreTrento) ad oggi: ci tengo a precisarlo. Ho avuto un altro paio di cose a cui pensare. E tante altre cose in questo lasso di tempo sono accadute. Anzitutto come non parlare della costante ascesa di Facebook, il sito che contravvenendo al proprio nome ha valorizzato le facce e fatto dimenticare quel poco che restava dei libri? Facebook ci ha sottratto ad una dimensione più rozza ma certamente più genuina e ci ha catapultato in un mondo dove la rarità è incontrare qualche concetto, pensiero o riflessione degni di rilievo. Il massimo sforzo è un “mi piace questo elemento” buttato lì, o un commento di poche parole che ben sintetizza la corrispondente pochezza di pensiero che ne sta alla base. Ho un rifiuto per questo schifo; rifiuto che ho maturato con contezza perchè io stesso sono iscritto al sito e ne divento ogni giorno più stomacato. Che ne è stato del gusto della riservatezza, del contegno? Perchè è necessario spiattelare le proprie foto, le proprie emozioni, gli entusiasmi e le debolezze su internet in attesa di ricevere una modesta e probabilmente insincera approvazione da cinque persone che nella vita reale sono poco più che conoscenti? Perchè la lettura dei quotidiani cartacei è in caduta libera e si prediligono notizie brevi e di immediata fruizione, se possibile incentrate su argomenti pruriginosi, di cronaca nera o di gossip? Perchè il picco delle discussioni politiche si traduce solo in schermaglie basate su insulti personali? Non dò la colpa al sito in sé, del resto Facebook è un punto di incontro e responsabili delle proprie azioni e pensieri rimangono sempre e comunque le persone che lo frequentano. Purtroppo, tuttavia, è il momento di prendere atto di come le potenziate capacità tecnologiche abbiano valorizzato quasi esclusivamente la nostra parte più frivola, stupida, immatura ed irresponsabile. Non voglio dipingere me stesso come un eremita saggio ed illuminato che con occhio sapiente siede lontano dalla massa e ne studia disgustato i difetti che lui non possiede, per carità. Mi piace concedermi dei sani momenti di imbecillità. Magari di genere diverso, ma comunque imbecillità. La differenza sta nel non umiliarsi e farne vanto davanti agli altri, nel non perdere il gusto della dignità. Un termine che ormai rimane solo nei dizionari e che nessuno utilizza più: dignità. La conseguenza di questa prima parte del mio intervento è che il mondo mi preoccupa un tantino. Avete anche voi l’impressione di vivere a pagina 12 del diario di una ragazzina di terza media? Allora ci intendiamo a meraviglia. Il mondo va a puttane ma come detto per stasera attendo il derby di Roma. Ed intanto cosa accade? Raffaele Sollecito ed Amanda Knox sono stati condannati per il delitto di Perugia, e su canale 5 Matrix ha dedicato una puntata all’udienza conclusiva del processo di primo grado. Con tanto di pubblicità poco prima della lettura del dispositivo della sentenza. Per il prossimo delitto mediatico la Rai ha già messo le mani avanti per accaparrarsi più ascolti: la condanna o l’assoluzione saranno decisi con il televoto dai telespettatori. Se vieni condannato passi il resto dei tuoi giorni nel tugurio del Grande Fratello. Berlusconi è sempre più stupefacente ed in piena fase regressiva. Non si riesce ad iniziare un discorso senza che il buon Cavaliere finisca per parlare di donne (ammiccando verso le giornaliste presenti), di Milan (il cui attacco è affidato a calciatori con problemi odontoiatrici e mascellari), o gettandosi a capofitto su una barzelletta (meglio ancora se accompagnata con gesti delle braccia che ricordino armi da fuoco o peni). Ad ogni buon conto, il Premier sta per risolvere ogni problema giudiziario. Dopo i precedenti tentativi falliti, verrà emanata una legge che prevedrà l’impunità per chiunque abbia subito un trapianto di capelli. L’ennesima legge ad personam? Figuriamoci, lui lo fa per Schillaci. Che altro dire? Michelle Hunziker è caduta da un motorino riuscendo a ridere persino in quella occasione e poi, lo ripeto per chiarezza, alle 20 e 45 c’è il derby di Roma. Infine, una nota assolutamente positiva. Avete visto la neoeletta Miss Francia? Adoro questo elemento.

Il punto della situazione

In foto, Carla Bruni poco prima che la prenda a chitarrate sul groppone

In foto, Carla Bruni poco prima che la prenda a chitarrate sul groppone

E’ un mondo complicato. Passiamo da quaranta gradi a venti nel giro di mezza giornata: la gente suda, si incazza, se la prende con le emissioni del frigorifero e fa su e giù dalle scale per estrarre e poi riporre la maglietta della salute. Nel frattempo l’influenza suina monopolizza i titoli dei telegiornali nonostante statisticamente mieta meno vittime delle unghie incarnite. Tuttavia c’è poco da fare: qualche casa farmaceutica ha deciso di smaltire una grande quantità di inutili vaccini perchè il presidente del consiglio d’amministrazione deve piastrellare il bagno e mettere degli intarsi in radice tutto attorno alla vasca. Delle due l’una: o riusciranno a piazzare i medicinali sul mercato prendendo al balzo la palla dell’allarmismo oppure distribuiranno dei cecchini su qualche palazzo a spararci siringhe di vaccino dritte nelle chiappe. E’ il libero mercato, bisogna ingegnarsi.

E’ un mondo complicato, a dire poco. Micheal Jackson non ha nemmeno fatto in tempo a lasciare questa terra che già sono spuntati una decina di possibili padri dei suoi figli. Credo avrebbe dovuto controllare meglio la moglie, invece di andare in giro per i corridoi degli asili. Intanto il suo medico personale viene condannato dall’opinione pubblica per aver somministrato al compianto cantante un tranquillante da cavallo. Va anche aggiunto che effettivamente dopo tutte le operazioni alle quali si era sottoposto, era difficile intuire a quale specie appartenesse l’ottimo Jackson. Il fatto che qualche giorno prima avesse perso il naso nel buco di un tombino non ha aiutato il dottore. Più vicino a noi, il Santo Padre non perde occasione per condannare e biasimare ogni manifestazione di autoerotismo e poi si presenta con un poco giustificabile polso rotto.

Che mondo. E’ complicato. Il Pil crolla, l’inflazione sale, la stagnazione stagna. La gente è preoccupatissima e si distrae (è preoccupata per davvero, lo fa solo per distrarsi) caricando foto su Facebook in cui è intenta a rotolare in una pozza di vomito fuori da una discoteca di Ostia. Carla Bruni canta un pezzo di Bob Dylan in onore di Nelson Mandela, che in occasione dei suoi 91 anni ha dichiarato che di stronzate nella sua vita ne aveva sentite, ma come questa… Lo sport però, devo ammetterlo, continua a darmi soddisfazioni. La Roma si sta rendendo protagonista di un altro calciomercato scoppiettante. Dopo aver ingaggiato la stella internazionale Stefano Guberti, strappato a suon di biglietti da cento (tre biglietti da cento, basta) al Bari, Rosella Sensi si prepara ad un altro massiccio investimento per il bene della Roma. A breve comprerà tre nuovi toner per le stampanti, a secco dal 2002.

Dai ‘70 con furore

Alcune delle auto d'epoca presenti. Al centro, la mia

Alcune delle auto d'epoca presenti. Al centro, la mia

Se la visibilità di un sito internet si misura con la quantità di spam che lo invade, OltreTrento è già a cavallo. Ho aperto con una punta di timore la porta che conduce all’amministrazione del portale e sono stato letteralmente travolto da un oceano di commenti. Migliaia. Non era umanamente possibile controllarli tutti e separare il buono dal cattivo. Così ho dovuto prendere la decisione, necessaria, di eliminare ogni cosa indistintamente. Non me ne vogliano coloro che hanno lasciato dei commenti e che non li vedranno mai pubblicati. Non è dipeso dalla mia volontà, prendetevela con chi dispensa consigli su come allungare il pene, incrementare il piacere ed utilizzare la corrente elettrica alternata per stimolare la zona inguinale. In ogni caso, non si ripeterà più.

Ma veniamo al dunque. Capita che ci sia una domenica mattina chiara, luminosa e con un filo di vento. Capita che questa sia l’occasione per partecipare ad un raduno di macchine d’epoca e di menar vanto della propria Fiat 500 F del 1972 color avorio. Lo scrissi già, ormai più di un anno fa, sul vecchio OltreTrento: le vecchie 500 possiedono un fascino che non tramonta mai. Come accade per alcune rare persone, non perdono la propria essenza nonostante il passare del tempo, il susseguirsi delle mode. Persone ed oggetti che non perdono la parte migliore di se stessi e non deludono mai. Il profumo della 500 è lo stesso da decine d’anni, nessuno lo porterà via.

Il raduno era fissato in riva del lago di Levico Terme. Ben presto tutti i prati circostanti erano invasi da una marea di auto d’epoca, con un’ampia e colorata maggioranza di Fiat 500 di ogni tipo e genere. Compresa la splendida 500 Vignale, un autentico gioiello tanto raro quanto, purtroppo, costoso. Dopo un aperitivo all’aperto, è iniziata la sfilata per le vie del centro. I turisti stranieri hanno una irrefrenabile attrazione verso questo genere di cose, e suppongo abbiano scattato più fotografie domenica che al battesimo dei loro biondissimi figli. Ho provato un sottile piacere nel paralizzare l’intero paese per qualche ora, fingendo d’essere spuntato fuori per magia dagli anni ‘70 e d’avere ancora qualcosa di decente da mostrare in un momento storico nel quale contano solo i test su Facebook e la mediocrità.

Il centro storico durante l'invasione
Il centro storico durante l’invasione